Un anno fa moriva mia nonna. Lei era forte, decisa, egocentrica, amava avere tutto e tutti a sua disposizione. Tutto ruotava intorno a lei e ai suoi desideri ed era così...perché era così da sempre, lei aveva dato tanto e chiedeva tanto in cambio. Il suo più grande desiderio era che tutti fossimo indissolubilmente legati a lei e, per ottenere ciò, era in grado di sostenere dure battaglie mentali. Tutti pagavamo la nostra gabella, a volte sorridendo e a volte piangendo, ma sempre consapevoli che avrebbe vinto lei, perché alla fine, anche per tuo sfinimento, vinceva lei.
Quando penso alla mia famiglia vedo con chiarezza dei fili rossi, invisibili, che ci legano l'un l'altro in maniera indissolubile e quasi deleteria. Sono i fili che ha tessuto mia nonna nei suoi 89 anni di vita. Fili che ci legano al passato e che è difficile sciogliere...ognuno di noi ha avuto e ha il suo nodo, stretto e ben confezionato. Ognuno di noi oggi sta cercando di sciogliere questo nodo per diventare una persona libera...libera dal condizionamento di essere felice solo se si paga il proprio riscatto.
Ho amato tanto mia nonna e ho ricevuto tanto da lei. Grazie a mia madre, però, ho avuto la forza di non cadere -completamente- nella sua tela. Mia madre mi ha protetto e mi ha dato la lungimiranza di capire che i legami non si pagano, mi ha dimostrato con la sua vita, che l'amore è tale, solo se incondizionato. Mai sentito dalla sua bocca una lamentela, mai sentito chiederle qualcosa in cambio. Nonostante ciò, non ho mai biasimato mia nonna e ho continuato, con alti e bassi, a considerarla una grande guerriera. Credo che lei abbia amato i suoi quattro figli in maniera singolare, quasi morbosa, un amore così forte da renderli incapaci di agire, vivere ed essere felici senza il suo assenso. Amelia, Antonio, Rino e Lia: due uomini e due donne stretti nel dolore e nella sofferenza della loro vita con la madre da cui chi con la vita, chi con la morte, chi con la malattia, chi con la follia hanno cercato, spesso invano, di emanciparsi.
Da quando è morta mia nonna è stata dura per me ripristinare l'assetto emotivo della mia famiglia. E' stata dura perché quando si tratta di legami, soprattutto di legami familiari, non c'è mai un vero equilibrio. Ci sono sempre dei retaggi che prendono il sopravvento, dei ricordi troppo forti da accantonare, quindi è facile cadere nuovamente nel demone della dipendenza di uno verso l'altro. Si corre il rischio di vivere in un museo di oggetti semi-preziosi o in una casa di fantasmi.
Oggi, ad un anno della morte di mia nonna, con la partenza di mia zia Lia, con mio zio su una sedia a rotelle e con mio padre malato di cuore mi chiedo che prezzo questi quattro figli abbiano dovuto pagare per l'amore della madre. Non posso fare a meno di piangere pensando quanta sofferenza raccolga il loro cuore e quanta solitudine debba ancora attraversare la loro mente.
Io, Gabriella, credo di essere una donna saggia. Tre anni fa è nato il mio raggio di sole, Eleonora, e quel giorno ho giurato a me stessa di continuare ad amare mia madre, mio padre, mio fratello e il mio adorato Mauro ogni giorno di più. Ho anche giurato che avrei salvato la mia famiglia dal destino di questa sofferenza e adesso che ci sono quasi riuscita, ho paura.
Ho paura perché si sono spezzati quei fili rossi che rendevano tutti più forti e sicuri. Ho paura perché c'è tutto ancora da rifare, perché tutto è sempre così provvisorio. Ho paura e tremo perché non mi basto, perché non è facile, perché mi sento paralizzata. Allora mi siedo e recito Daimoku per sentire la mia vera fragranza. Un importante principio buddista afferma che la fragranza interna otterrà protezione esterna. Mi affido al Daimoku allora per scrivere nuove pagine per la mia famiglia per iniziare a sfogliare il libro dalla prima pagina e non dall'ultima andando a ritroso.
Sono ancora immersa nei miei pensieri quando mi giro e incontro i dolcissimi occhi di Mauro e lo sguardo interrogativo di mia figlia, la guardo, ascolto le sue nenie cercando in qualche modo di rispondere ai suoi perché. Ed ecco che improvvisamente mi sento leggera, viva, protetta. Punto e accapo. La mia vita ricomincia da qui.